L’Inferno di Dante, di selve oscure e profondi abissi

L'Inferno di Dante

Faccio una piccola premessa, prima di parlarvi del mio dipinto sull’Inferno di Dante.
Non so se i quadri vadano spiegati, ho sempre pensato che fosse meglio lasciare che ognuno vedesse in loro ciò che preferisce.
Poi due cose mi hanno fatto cambiare idea:
una, banalmente, è il dubbio che non si capisca davvero il messaggio che il dipinto vuole trasmettere, la seconda, più importante, è proprio quel “vedere” che ha iniziato a lasciarmi perplessa.
Mi spiego meglio: il vedere di per sé non è affatto alla portata di tutti, utilizzare un solo canale è di per sé troppo esclusivo per il tipo di lavoro che voglio fare in futuro. Da qui è nata l’esigenza di allungare con le parole il mio “brodo pittorico”, dal desiderio di mostrare a più persone possibile il mondo che ho creato sulla tela.

Per questi motivi oggi non vi mostrerò il mio quadro, ve lo racconterò e lascerò che siate voi a dipingerlo dentro la vostra testa, poi vi aspetterò domenica 11 novembre alle 16 all’inaugurazione della mostra (Galleria del cavallo a Valleggia) per vederlo dal vivo (se non potete non vi preoccupate, la sera stessa lo pubblicherò sui miei canali social).

Bene, ora partiamo dall’inizio, per questa collettiva ho realizzato un quadro 60×60 spesso 4 cm, il tema è l’Inferno di Dante.
Facile? Affatto!
Tutti lo conosciamo, magari male, magari a grandi linee, tutti abbiamo una vaga idea di cosa è, ma conoscerlo a fondo…? Non scherzo se dico che erano almeno 15 anni che non lo leggevo, così, da brava pignola, l’ho riletto tutto (canto per canto fino oltre la metà e poi per riassunti quando ormai mancava troppo poco tempo alla consegna) per immaginare e vivere la commedia, non focalizzarmi sulle poche cose che ricordavo

Come vi dicevo ho riletto riletto tutto l’Inferno, ma alla fine una sola immagine si era impressa nella mia mente: la selva oscura, il primo canto (leggasi che avrei potuto leggere solo quello e iniziare a dipingere subito)!

Dopo questa premessa siete pronti? Bene! Ora chiudete gli occhi e ascoltate

[leggi il testo che segue solo se non hai voglia di ascoltare l’audio:
Ho immaginato Dante, un uomo, solo, in un territorio sconosciuto e spaventoso, senza punti di riferimento conosciuti, questa oscura selva del pensiero, che nasconde pericoli.
Il luogo sicuro è lontano, ma visibile, il cammino è ostacolato da tre fiere ringhianti, animali selvatici e spaventosi. Nulla puoi fare, se non fuggire o invocare aiuto. Questo aiuto arriva insperato e felice, come una luce bianca che traccia la tua via.
Così ho impostato questo complesso ritratto in bianco e nero: il volto di un uomo, severo, scuro e illuminato da una luce di cui non vediamo la fonte… A partire da lui la selva, grezza ruvida concreta si diparte come un turbine, un vortice nero che va assottigliandosi verso il centro… le fiere si oppongono a questo moto, ringhiano e graffiano, come se venissero risucchiate, nere anche loro come la notte, come la selva…
Al centro una luce bianca, contro cui si stagliano le due guide: Virgilio e Beatrice.
Ho pensato quest’opera come una lotta dell’uomo contro sé stesso, dell’uomo contro il male, soprattutto come una lotta interiore se vogliamo.
La mia base è stata il legno, vivo, di cui ho rispettato le venature con un fondo leggero, acquoso, grigio… lo spessore del bordo mi è servito per creare un turbine che gira in senso opposto al vortice della selva, su cui ho scritto alcuni versi della Commedia.]

Questo è quanto, spero di aver dipinto una chiara immagine nelle vostre menti, vi aspetto domenica insieme agli altri artisti per apprezzare con me “L’Inferno di Dante”, questa bella collettiva, e toccare con mano il mio quadro (si, è anche “toccabile”), per chi non potesse pubblicherò la foto e aspetterò, golosa, i vostri commenti a riguardo.

Se nel frattempo volete vedere qualche mia opera potete trovarle sul mio sito oppure seguitemi sui Social (Instagram e Facebook).

a presto!

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